Il viaggio delle camelie: tutto comincia con un tradimento

La mitologia racconta che avendo Vulcano scoperto grazie a Cupido l’ennesimo tradimento di Venere, questa decida di vendicarsi, ordinando alle Grazie di frustare con rami di rosa il povero dio dell’amore. Flora, impietosita, con la complicità di Zefiro, riesce ad ingannare la dea sostituendo la rosa con una camelia, simile ma senza spine. Quando Venere scopre di essere stata presa in giro punisce direttamente la Camelia privando i fiori di ogni profumo ed esiliandola su un’isola sconosciuta (in Giappone) da cui infatti le camelie provengono. Di quel fiore non si ebbero più notizie sino ai primi del 1700 quando Giorgio Kamel, un gesuita missionario, rimase incantato dalla bellezza della pianta e la portò in Europa chiamandola Camelia

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San Giuseppe e la Salvia, per la Festa del papà è di tradizione la potatura

Tradizione popolare vuole che il giorno della festa del papà, il giorno di San Giuseppe, 19 marzo, si debba provvedere alla potatura di un’erba officinale molto utilizzata in cucina, ma anche in erboristeria: la salvia (Salvia officinalis L.). Tale consuetudine pare sia legata alla leggenda che fu un cespuglio di salvia a nascondere Gesù Bambino dalla vista dei soldati di Erode, durante la fuga in Egitto della Sacra Famiglia.

Appartenente alla famiglia delle Labiate (o Lamiaceae), la salvia trova vasto impiego in cucina come tante altre specie della stessa famiglia, quali ad esempio basilico, maggiorana, menta, origano, rosmarino, santoreggia e timo. Queste specie risultano avere anche molte proprietà benefiche per l’organismo e vengono perciò utilizzate in molti preparati erboristici. Le Labiate sono specie tipicamente mediterranee e ricche di olii essenziali che le rendono le piante aromatiche per eccellenza, da qui il loro largo impiego in erboristeria.

La salvia già dall’antichità faceva parte della vita quotidiana delle popolazioni umane, ed elogiata per le sue virtù (lo stesso nome comune deriva dal latino salvus o salus, ossia salvo, salute). Nei secoli è stata sempre utilizzata dall’uomo, tanto che la Scuola Salernitana nel Medioevo sintetizzava la sua importanza con il motto “Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto?” (come può morire l’uomo al quale cresce la salvia nell’orto?).

I principi attivi con azione benefica si trovano maggiormente nelle sommità fiorite e nelle foglie. Come dicevano gli antichi, la salvia può essere davvero una panacea per il corpo, ma risulta particolarmente utile per la digestione, per problemi alle vie respiratorie, per debolezze del sistema nervoso, per disturbi del ciclo mestruale nelle donne, per affezioni alla bocca (afte, gengiviti, ecc.). Può essere impiegata sotto forma di infusi, tintura madre, o come olio essenziale. Infine, avendo quest’ultimo un’azione antisettica, è molto utile per detergere denti e gengive (semplicemente sfregando foglie fresche), tanto che possiamo immaginare che questa pianta fosse presente nella bisaccia di un pellegrino come dentifricio pronto all’uso.

Buona festa del papà.