Piantaggine

Plantago lanceolata L.

Famiglia botanica: Plantaginacee

Tipo: Medicinale e commestibile.

Dove si può trovare: Campi, prati, presso e su macerie, sul margine e nel mezzo dei sentieri, fino a 2000 m di altezza.

Parti utilizzate: Radici (raccolte in autunno), parte aeree (da maggio ad agosto), semi (da agosto ad ottobre).

Curiosità: Secondo la “Dottrina dei segni” la forma delle foglie (che ricorda l’impronta del piede) indicava l’uso della pianta, contro piaghe e ulcere, che viandanti e pellegrini si procuravano camminando lungo strade sconnesse. Negli usi popolari, le foglie di piantaggine venivano mangiate crude ad insalata, oppure cotte come verdura o nelle minestre o frittate.

Usi: Decotto di radici: 3 g in 100 ml di acqua. Dose: 3-5 tazze al giorno (contro la diarrea). Succo fresco (parti aeree): 60-80 g al giorno, a cucchiai, contro diarrea. Infuso di parti aeree: 6 g in 100 ml di acqua. Dose: 3 tazze al giorno (come antinfiammatoriio e antibatterico e nelle dermatosi e allergie). Decotto di semi: 3 g in 100 ml di acqua. Dose: 2-4 tazze al giorno (per infiammazioni gastrointestinali). Tintura madre: 30-50 gocce, 3 volte al giorno, come antinfiammatorio, batteriostatico e antiallergico, nelle affezioni dell’apparato respiratorio, gastroenterico e delle vie urinarie. Empiastro (foglie): applicate su punture di insetti, ferite e piaghe.

Come si usa: Decotto, succo fresco, infuso, tintura madre, empiastro

Prescrizioni: Dermatosi, allergie,  affezioni dell’apparato respiratorio, gastroenterico, delle vie urinarie, diarrea, punture di insetti, ferite, piaghe. 

Azione: Radici: astringente. Parti aeree: antinfiammatoria, batteriostatica degli apparati respiratorio, gastroenterico e urinario. Semi: emolliente, rinfrescante.