Vinca, Pervinca

Vinca minor L.

Famiglia botanica: Apocinacee

Tipo: Medicinale e velenosa

Dove si può trovare: Nei boschi di latifoglie e sui declivi cespugliosi in tutto il territorio, tra 0 e 1300 m.

Parti utilizzate: Radici (raccolte in primavera e autunno) e foglie (da maggio ad agosto).

Curiosità: Fonte dell’alcaloide vincamina, che viene impiegato nell’industria farmaceutica come stimolante cerebrale e vasodilatatore. Gli effetti della tossicità della pervinca erano conosciuti anche nel passato ed erano “sfruttati” per preparare filtri magici, d’amore. Ai fiori della Pervinca e alle foglie sempreverdi è associato il concetto di fedeltà in amicizia e di tenacia del dolce ricordo. Pianta che nei tempi antichi era ritenuta simbolo di purezza e verginità; utilizzata per comporre corone mortuarie, ma considerata anche di buon auspicio per gli sposi novelli: i fiori venivano composti in ghirlande matrimoniali, sparsi sul loro cammino o disposti in quattro mazzetti agli angoli del letto coniugale.

Usi: Polvere: 1 g, 2-3 volte al giorno (come galattofugo leggero). Infuso di foglie: 1-2 g in 100 ml di acqua. Dose: 2-3 tazze al giorno (per ingorghi mammellari. Al 5%, una tazza al giorno prima dei pasti, nell’ipertensione e nell’angina pectoris; 2-3 tazze al giorno, contro la diarrea. Decotto di foglie: 3 g in 100 ml di acqua. Dose: 1-3 tazze al giorno (contro ipertensione). Decotto di radici: 2 g in 100 ml di acqua. Dose: 2-3 tazze al giorno (come diuretico e ipotensivo). Tintura madre: 30-40 gocce, 3-4 volte al giorno;  contro ipertensione, cefalea, emicrania, vertigini, insufficienza vascolare periferica, sclerosi vascolare, insufficienze coronariche con spasmofilia. 

Come si usa: Polvere, infuso, decotto, tintura, estratto fluido, tintura madre.

Prescrizioni: Enteriti, perdite bianche, ipertensione, diarrea, catarri cronici, febbri intermittenti, anemia, anoressia. In uso esterno per ascessi, piaghe, ecchimosi, angine, infiammazioni boccali. ATTENZIONE: La pervinca è considerata pianta tossica per il suo contenuto in vincristina. In caso di assunzione di parti della pianta i primi sintomi sono a carico dell’apparato digerente: nausea, vomito e febbre; quelli tardivi, nella prima settimana, consistono in cefalea, insonnia, delirio, neuropatie, convulsioni e coma. 

Azione: Radici: diuretica, ipotensiva. Foglie: astringente, antiscorbutica, diuretica, vulneraria, tonica, emostatica, depurativa, digestiva, decongestionante, e leggermente galattofuga.