Agrifoglio

Ilex aquifolium L.

Famiglia botanica: Aquifoliacee

Medicinale e velenoso.

Luoghi ben drenati, umidi, tra 0 e 1400 di altezza.

Radici (raccolte in autunno), corteccia (raccolta tutto l’anno) , foglie (raccolte a primavera prima della fioritura) e bacche (da ottobre a dicembre).

Gli antichi Romani consideravano dei talismani i ramoscelli di agrifoglio e se li portavano dietro nei giorni che precedevano il solstizio invernale credendo che potevano tenere lontano i malefici. I suoi frutti, velenosi per l’uomo, sono ricercati dagli uccelli come cibo invernale. È la pianta tipica del Natale, molto utilizzata come pianta ornamentale, grazie al suo fogliame intenso e le sue vistose bacche rosse. Serviva anche a festeggiare altre liete circostanze come la vittoria in circostanze elettorali o la posa di un tetto di un fabbricato. Le foglie venivano usate come succedaneo del tè ed i frutti tostati come surrogato del caffè. In effetti dalla pianta dello stesso genere Ilex paraguensis, si ricava la “yerba mate” la bevanda tonica più utilizzata in America Latina. 

Frutti freschi: dose 10 frutti alla volta come purgante. Infuso foglie: 2-3 g in 100 ml di acqua, 1-3 tazzine al giorno nelle astenie nervose. Infuso corteccia: 3 g ogni 100 ml di acqua, 2-3 tazze al giorno in alcune forme di epilessia. Decotto di corteccia: 3-5 g ogni 100 ml di acqua, a cucchiai come febbrifugo (dose non specificata). Decotto di foglie: 4-5 g ogni 100 ml di acqua. 3-4 tazzine al giorno, come depurativo epatico. Decotto di radice: 2-5 g ogni 100 ml di acqua, 2-3 tazzine al giorno come diuretico. Vino medicato corteccia: a bicchierini in caso di pleurite e polmonite. Polvere foglie: da ½ a 2 cucchiaini da caffè in caso di astenia. Tintura composta: in associazione a 5 g tintura aglio, arnica 5 g tintura, agrifoglio 5 g tintura, acqua 100 g, frizionare le parti interessate in caso di artrosi.

Decotto, vino medicato, infuso, fresco, polvere, tintura madre.

Ritenzione idrica, reumatismi, epatopatie, gotta, febbri malariche, pleurite, polmonite, stenie nervose, epilessia, stipsi. 

ATTENZIONE: Le bacche (a dosi di 15-20) e le foglie a dosi eccessive risultano velenose.

Sintomi: le bacche provocano dolori addominali, vomito, diarrea, sonnolenza, convulsioni e coma; le foglie hanno azione diuretica e lassativa.

Corteccia: febbrifuga. Radici: diuretica. Foglie: tonica. Frutti: purgante.