Lavanda

Lavandula sp.

Famiglia botanica: Labiate

Tipo: Medicinale

Dove si può trovare: Nelle macchie basse, nei pendii aridi e cespugliosi, tra 0 e 1800 m di altezza.

Parti utilizzate: Fiori e sommità fiorite (raccolte tra giugno e settembre).

Curiosità: Nel territorio italiano esistono 5 specie di Lavanda: Lavandula officinalis o spica, L. stocheas, L. latifolia, L. angustifolia, L. dentata. Esistono poi innumerevoli ibridi tra cui i Lavandini molto utilizzati in Provenza per la produzione di oli essenziali; tutte le varie specie posseggono proprietà similari. La Provenza, regione meridionale della Francia, è la Patria della Lavanda e tutta la zona, costellata da tanti appezzamenti, da luglio ad agosto si colora di immense distese color violetta; Valreas, Nyons, Sault, Saignon, Manosque, Valensole sono solo alcuni dei piccoli paesi in cui si concentrano la maggior parte delle coltivazioni che fanno da scenografia nello spettacolo della fioritura. L’etimologia del nome Lavandula deriva dal latino e significa lavare, grazie all’impiego della pianta adatta a preparazioni di acque profumate. Il suo profumo evoca la pulizia e la freschezza. Anticamente i fiori secchi e in polvere venivano messi dentro i cuscini per curare l’insonnia. Masticare lavanda prima di addormentarsi porta infatti a un sonno istantaneo e profondo. 

 

Usi: Infuso: 2 g fiori ogni 100 ml di acqua, una tazza 2-3 volte al giorno (come carminativo, disinfettante gastroenterico, antispastico). Tintura madre: 30-60 gocce al giorno (nelle digestioni lente, in caso di infiammazione dell’apparato respiratorio, come calmante nervoso). Olio essenziale: 2-5 gocce, 3 volte al giorno, opportunamente veicolato (come antiasmatico, disinfettante in caso di cistiti, laringiti, catarro, tosse, flatulenza, nausea, antipertensivo, antistress, aiuta nella sindrome premestruale); poche gocce su un fazzoletto da annusare (antiasmatico, rilassante, disinfettante delle vie respiratorie); diluito in olio di mandorle come uso esterno (contro ascessi, foruncoli, acne, micosi, ustioni, contusioni, eczemi, eritemi solari, piaghe, ferite, reumatismi, distorsioni, dolori muscolari, punture di insetti). Sciroppo: associato a timo, papavero, e edera, un cucchiaio più volte al giorno, in caso di tosse e pertosse. Suffumigi: una manciata di fiori essiccati in acqua bollente; respirare coprendosi con un panno (affezioni respiratorie e pulizia della pelle). Crema: aggiungere 2 g di olio essenziale in 100 g di crema base e applicare localmente 2-3 volte al giorno (in caso di ragadi). 

Come si usa: Infuso, sciroppo, tintura madre, olio essenziale, suffumigi, crema.

Prescrizioni: Disturbi del sonno, inquietudine, gastriti, coliti, tachicardia, spasmi muscolari, punture di insetti, problemi cutanei, ipertensione, reumatismi, mestruazioni dolorose.

Azione: Fiori: antisettica, antispastica, calmante, carminativa, bechica, tonica, parassiticida, stimolante cutanea, rubefacente. Sommità fiorite: tranquillante, antispastica a livello del colon e stomaco, antitachicardica, calmante dell’apparato respiratorio.