Origano

Origanum vulgare L.

Famiglia botanica: Labiate

Tipo: Medicinale e commestibile.

Habitat: Luoghi incolti o coltivato in orto, da 0 a 1400 m di altezza.

Parti utilizzate: Foglie e sommità fiorite.

Curiosità: Sin dall’antichità venne considerato il simbolo del Conforto: veniva regalato un mazzetto alle ragazze che avevano subito una delusione d’amore per farle riprendere dal dispiacere. Nel Medioevo si narrava che la cicogna si curasse con l’origano dopo  aver mangiato cibi nocivi; infatti spesso questo uccello viene raffigurato con un rametto nel becco. Le sommità fiorite tingevano la lana di colore rosso-bruno. Nelle regioni del Nord Europa le foglie di origano si fumavano come il tabacco e aromatizzavano la birra favorendone la conservazione. L’origano è anche una pianta mellifera. 

Utilizzo: Infuso di foglie e sommità fiorite: 10-20 g per 1 l di acqua, una tazza dopo ogni pasto come digestivo e contro le fermentazioni intestinali; 1-3 tazze al giorno come bechico ed espettorante; suffumigi per alleviare i raffreddori. Poltiglia fresca foglie e sommità fiorite: sui denti doloranti affievolisce il dolore.  Decotto di foglie e sommità fiorite: 10-20 g ogni l di acqua per pediluvi tonici. Foglie e sommità fiorite essiccate: come condimento per pizza, carni e insalate. Foglie e sommità fiorite in cataplasmi o compresse: per rilassare i muscoli in caso di torcicollo.

Come si usa: Decotto, infuso, cataplasma, suffumigi, compresse, succo fresco, condimento.

Prescrizioni: Inappetenza, digestioni difficili, tosse, catarro, aromatizzante, torcicollo, dolori reumatici, stanchezza ai piedi, dolori gengivali.

Azione: Foglie: tonica, antireumatica, digestiva, antispastica, balsamica, analgesica dentale. Sommità fiorite: anticatarrale, antireumatica, antispasmodica, bechica, espettorante, ricostituente.