Santoreggia

Satureja hortensis L.

Famiglia botanica: Labiate

Tipo: Medicinale e commestibile.

Dove si può trovare: Pianta tipicamente mediterranea da 0 a 1400 m di altezza.

Parti utilizzate: Parti aeree (raccolte da luglio a settembre).

Curiosità: Fin dall’antichità venivano attribuite alla santoreggia proprietà afrodisiache: i Greci la dedicavano a Dioniso, e credevano fosse in grado di far perdere a uomini e donne qualsiasi tipo di inibizione tanto da potersi facilmente lanciare in danze sfrenate; proprio per queste proprietà la coltivazione della santoreggia fu vietata nei monasteri.

Usi: Infuso : 3 g ogni 100 ml di acqua, 1 tazza al giorno come stimolante,  tonico e digestivo; 2 g ogni 100 ml di acqua nel bagno come rafforzante del sistema nervoso. Decotto : 10 g ogni 100 ml di acqua, 1-2 tazze al giorno come antidiarroico. Polvere: 1 cucchiaio a digiuno come tonico. Olio essenziale: 10 ml di o.e in 100 di olio vegetale da applicare sul viso per acne e foruncolosi, ferite e ulcere, frizioni antireumatiche e per combattere la caduta dei capelli, batteri e funghi. Fresca: un rametto fresco nella pentola può rendere i cibi più digeribili.

Come si usa: Infuso, polvere, decotto, olio essenziale.

Prescrizioni: Dispepsie, vermi, vertigini, stress, stanchezza, diarree, infezioni di funghi e batteri, ulcere, vene varicose, caduta capelli, reumatismi.

Azione: Parti aeree: digestiva, antiparassitaria, antidiarroica, afrodisiaca, antireumatica, stimolante, cicatrizzante.